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Risposta a Fofi: quale semplicità

di Prospero (19/02/2007 - 12:57)

“Goffredo Fofi così conclude un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore del 18 febbraio 2007:  “Non c’è nulla di più difficile della semplicità… e l’arte del poeta per la Szymborska è ancora questa, nonostante i rischi che, nel mondo contemporaneo, la semplicità e la comunicabilità possono comportare. Un esempio? Con la migliore buona volontà Marco Minghetti con l’ausilio delle foto di Fabiana Cutrano e delle testimonianze di una trentina di lettori eccellenti ha scritto Nulla due volte, sottotitolo Il management nelle poesie di Wislawa Szymborska, e trova nelle poesie della polacca un’infinità di insegnamenti per manager e imprenditori…. 

Crediamo che la reazione di Fofi sia proprio tipica di una concezione tayloristica della società e della cultura: chi si occupa di management non si occupi di poesia! E viceversa, ovvio. Non a caso, questo è proprio l’oggetto polemico principale del nostro libro, il cui senso va esattamente nella direzione opposta, quello della valorizzazione delle diversità e dell’incrocio metadisciplinare, come ad esempio ha ben colto Enzo Riboni nel bell’articolo dedicato a Nulla due volte apparso sul Corriere della sera qualche settimana fa (vedi sezione: Dicono di noi).  Temiamo che L’Illustre Critico si sia limitato a leggere il sottotitolo del nostro libro e a scorrere rapidamente le pagine del volume, dandone una sbrigativa valutazione sulla base di un pregiudizio avverso a tutto quanto sappia di “management”. O forse si è offeso per la critica mossa proprio nelle prime pagine di Nulla due volte  “a quella schiera di esperti che, in base alla propria qualifica, o magari ad una semplice autocertificazione, ci offre il suo aiuto (naturalmente al giusto prezzo) per farci da guida nelle oscure segrete della nostra anima” e di cui evidentemente fa parte”.

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