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CIM - Tecnofobia o tecnofeticisimo?

di Prospero (27/02/2008 - 21:50)

Spero che stia risultando chiaro, dopo le prime due lezioni del corso, come il nostro rapporto con le tecnologie della mente non sia mai neutrale. In particolare, le tecnologie digitali suscitano in noi atteggiamenti differenti, a seconda del grado di adesione che esprimiamo e del livello di conoscenza che abbiamo maturato. Accanto a posizioni mature e funzionali, si osservano spesso rapporti disfunzionali con le nuove tecnologie, vere e proprie distopie digitali. Indico in particolare quattro distopie: l’analfabetismo entusiasta, il tecno-feticismo, l’atteggiamento apocalittico e quello retro-chic. Guardate la mappa qui sotto e cercate di posizionarvi:



Il digitale si accompagna alla manifestazione di incubi, più o meno giustificati. Quale dei seguenti è il vostro incubo? Ovvero, in che senso il digitale vi fa paura?
1) Morte della privacy
2) Erosione dell’autonomia individuale
3) Perdita dell’integrità fisica
4) Omogeneizzazione delle culture
5) Estinzione di settori economici
6) Collasso del sistema finanziario globale
7) Alienazione delle relazioni umane

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CIM - Bibliografia essenziale della lezione del 26.02.2008

di Prospero (26/02/2008 - 17:31)

Postumanesimo e extropia
Mario Pireddu, Post-umano, 2006
Hans Moravec, Mind Children, 1988

Critica femminista al postumanesimo
Katherine Hayles, How We Became Posthuman, 1999
Allucquère Rosanne Stone, The War of Desire and Technology at the Close of the Mechanical Age, 1996 (tr. it. Desiderio e tecnologia, Il problema dell'identità nell'era di Internet, 1997)
Con riferimento alla Allucquere Rosanne Stone raccomando la voce di Wikipedia e il blog
Donna Haraway, A Cyborg Manifesto: Science, Technology, and Socialist-Feminism in the Late Twentieth Century, in Simians, Cyborgs and Women: The Reinvention of Nature, 1991, pp.149-181 (il testo del manifesto è online qui.

Esternalismo
Andy Clark, Natural Born Cyborgs, 2003

MyLifeBit Project
Si veda la relativa pagina di Microsoft

La cultura dell’immagine
Paul Virilio, L’arte dell’accecamento, 2007
Jean-Jacques Wunenburger, Filosofia delle immagini, 1999
Jean Baudrillard, Il patto di lucidità o l’intelligenza del male, 2006

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CIM - come scegliere l'indirizzo del corso di "Comunicazione digitale multimediale A"

di Prospero (26/02/2008 - 16:24)

La segreteria del CIM mi comunica che è stato predisposto un form online che permette agli studenti di comunicare alla nostra segreteria la loro scelta in merito all'indirizzo del corso di "Comunicazione digitale multimediale A" che intendono seguire. La comunicazione deve pervenire entro lunedì 4 marzo. Gli studenti che non esprimeranno una preferenza entro tale data saranno distribuiti automaticamente secondo il seguente criterio:

cognome A-L: corso Prof. Bordogna

cognome M-Z: corso Dott. Costa

 

 

Tag: CIM

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Internet PR: un blog e un libro

di Prospero (25/02/2008 - 17:41)


Non è ancora uscito (il libro, per il quale occorre aspettare qualche giorno) ma è già uscito (il blog del libro). Parlo di "Internet PR. Il dialogo in Rete fra aziende e consumatori", di Marco Massarotto. Visitate il blog.

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CIM - Io sono un organismo bionico

di Prospero (25/02/2008 - 16:57)


Questa mattina alcuni studenti del Corso in Comunicazione Digitale e Multimediale dell’Università di Pavia - CIM (nel cui ambito svolgo da oggi il corso “Marketing e comunità online”) hanno reagito con scetticismo all’ipotesi che la tecnologia alteri e trasformi l’architettura della mente umana. L’idea che le nostre identità stiano diventando sempre più profondamente inviluppate in una matrice non-biologica di macchine è disturbante. Per comprendere meglio l’atteggiamento dei partecipanti al corso nei confronti delle tecnologie della mente, invito tutti a proporre una riflessione su alcune di queste tecnologie, a partire da una serie di domande. Dove si trova il vostro telefono cellulare durante la notte? È accesso o spento? Come descrivereste il sentimento che provate quanto vi accorgete di averlo perso? Andreste in vacanza senza macchina fotografica digitale? Vi fareste impiantare un chip sottocutaneo? A quali condizioni e per quali scopi? In conclusione, date un’occhiata al sito di Kevin Warwick, professore all’università di Reading, prima persona al mondo a impiantarsi un chip.

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